Era il Gennaio del 1947 ed il Dottor Antonio Majorano, allora venticinquenne, giunse a Napoli dalla sua natia Bari, per aprire l'Agenzia Pirelli di conduttori smaltati per avvolgimento motori. Era il periodo dell'immediato dopoguerra, in un paese da ricostruire. Le difficoltà erano notevoli ed i mezzi scarsi ed inadeguati. Antonio Majorano, però, provato e forgiato da una severa educazione familiare e militare ricevuta nella Accademia Militare di Modena nonchè dalle tragiche esperienze belliche vissute in prima persona durante l'ultima guerra mondiale, non si scoraggiò.
In un locale di soli sei metri quadrati ricavati nel cortile del fabbricato della Società Risanamento di Napoli alla Via Giuseppe Ricciardi n. 7, iniziò l'attività con un solo impiegato amministrativo, percorrendo a piedi in lungo ed in largo Napoli, per farsi conoscere e per promuovere i prodotti affidatigli. Dopo i primi quattro mesi acquistò con i propri risparmi una "vespa" per spostarsi più agevolmente e rapidamente anche in provincia. Ancora oggi, qualche vecchio cliente, ricorda Antonio Majorano in "vespa", che nell'andare a visitarli, o anche per consegnare loro dei rocchetti di filo sfidava qualsiasi condizione atmosferica. La dedizione al lavoro ed i sacrifici profusi dettero i loro frutti: Due anni dopo acquistò come prima sua auto un furgone 500 e si trasferì in un altro locale dello stesso fabbricato decuplicandone la superficie ed arricchendo di altri articoli tecnici ed industriali la gamma dei prodotti iniziali. Questa fase evolutiva ebbe un crescendo graduale: nel 1964, Antonio Majorano si trasferì in altro locale della stessa strada all'incrocio con via G. Pica n. 36, che fu poi l'indirizzo legale della società. Ne aumentò notevolmente la superficie precedente occupando inoltre tutti gli scantinati dell'intero isolato fino a quando il 23 Gennaio 1971, un fatidico incendio si sviluppò in uno dei scantinati adibiti a deposito. L'incendio durò quasi quattro giorni, distrusse quasi totalmente i materiali esistenti, procurando ingentissimi danni e perdite irrecuperabili, considerato che la ditta era assicurata per trecentomilioni ed il danno ricevuto ammontava a circa un miliardo di allora.(Vedi copia della perizia dell'epoca della Società Cattolica di Assicurazione di Verona).
In questa circostanza Antonio Majorano dette prova della propria personalità della propria etica e dei valori morali che lo avevano sempre distinto e caratterizzato: l'Azienda bruciava ed il Dr Antonio pagava puntualmente gli stipendi a tutti i collaboratori. Con lo stesso spirito di onestà e dignità, fece onore a tutti i debiti nei confronti dei fornitori. Con grossi sacrifici ed attingendo da fondi personali ricavati anche grazie ad alcune iniziative edilizie sull'isola d'Ischia, prima ancora che la Società Cattolica d'Assicurazione liquidasse il danno subito dall'incendio, Antonio Majorano acquistò un intero immobile in Via Galileo Ferraris da adattare alle esigenze della Azienda, ed allo sviluppo del lavoro stesso. Grazie a quel trasferimento l'attività riprese in maniera vigorosa, quando purtroppo, nel 1975, una sfavorevole iniziativa intrapresa in Arabia Saudita procurò una battuta di arresto al lavoro aziendale. Antonio Majorano, però, con quella tenacia e la caratteristica forza di reazione che lo avevano sempre caratterizzato, non si perse di coraggio: vendette delle proprietà personali alle quali era peraltro molto legato, e rifinanziando la società, riuscì ancora una volta a superare quel momento di difficoltà rimettendo in perfetto equilibrio l'Azienda.
Con l’entrata in azienda dei figli, il Dr. Maiorano non riduce il suo impegno, anzi ancor più motivato, contribuisce con l’esempio ed una incrollabile costanza, alla crescita degli ultimi anni, e questo fino a pochi mesi dalla sua scomparsa, che avviene il 20 giugno 2009. Con lui, come qualcuno lo ha definito, gentiluomo di altri tempi, se ne va un pezzo di storia del materiale elettrico a Napoli
Nel novembre del 1983 entrava in azienda il figlio primogenito Angelo: Angelo Majorano, allora venticinquenne neolaureato con lode in Ingegneria Elettrotecnica, grazie anche al contributo di nuovi e vecchi collaboratori, conferì all'Azienda nuove specializzazioni e diversificazioni come le cabine di trasformazione MT/bt, l'automazione ed il controllo, consolidando così il ruolo di Società Leader nel settore industriale in Campania e nel Centro Meridione. Nel periodo che intercorse fra il 1983 e il 1991 (nel frattempo la società si era trasformata in Spa in seguito alla entrata in azienda del secondogenito Massimo laureatosi in Economia e Commercio) la sede in via Galileo Ferraris, per le moltiplicate esigenze logistiche, si rese insufficiente, tanto da costringerne il trasferimento in altra sede più idonea. All'insegna di tali necessità, il 1°settembre 1993 la Majorano acquistava e si trasferiva all'attuale sede di via Argine su una superficie di 8000mq coperti, in una posizione strategicamente e favorevolmente collegata con i maggiori nodi autostradali
L'apertura di tale sede, e l'inserimento di nuovi prodotti come la telefonia e la trasmissione dati, rappresentarono un indiscusso salto di qualità in termini di servizio e di organizzazione, imprimendo soprattutto nel 1995 una forte accelerazione al fatturato malgrado l'oggettiva riduzione del tessuto industriale Campano. La seconda metà del 1997 vede l'apertura della società operativa Elettrocosenza Srl, (1200mq di magazzino a Rende in provincia di Cosenza) ora Majorano Calabria Srl e dello Show Room di illuminazione "Light-Studio" (900mq di esposizione nel settore tecnico e decorativo) scelte queste che daranno all'azienda una dimensione ed un respiro decisamente interregionale. Nel 1999, con l'apertura a Gennaio della Filiale di Frosinone, viene definitivamente confermata la strategia di copertura del territorio che, già nei due anni successivi vede l'apertura delle filiali di Avellino e Battipaglia. Attualmente il gruppo Majorano è presente in tre regioni con tredici punti vendita ed uno stabilimento di produzione di cabine elettriche in provincia di Caserta.